La Fornace e i suoi Operai nel dopoguerra

Una storia completa della Fornace Laterizi di San Michele non è cosa da poter affrontare in un unico articolo. Si è fatto un piccolo accenno alle sue origini nell’articolo su Augusto Pierfederici. In questo vogliamo approfondire un altro pezzetto di storia, saltando direttamente agli anni del secondo dopoguerra. E lo si farà attorno a una celebre fotografia (riportata al termine del testo)!

Un'immagine dello stabilimento della Fornace di San Michele, databile agli anni '40.

Un’immagine dello stabilimento della Fornace di San Michele, databile agli anni ’40.

La Fornace era stata impiantata nel 1905. Aveva passato dunque il periodo della prima guerra mondiale, con tutte le difficoltà connesse. Ma altra cosa fu la seconda guerra mondiale, nella quale, con il “passaggio del fronte”, i danni subiti dalla intera nazione non furono “solo” nell’economia, nell’alimentazione, la perdita di ragazzi caduti in combattimento, le malattie… ma fu gravemente compromesso anche il territorio – e i suoi abitanti – a causa di bombardamenti, saccheggi e devastazioni, per mano di “nemici” di diversi schieramenti.

E quando, nell’estate 1944, il fronte passò a San Michele, i danni arrivarono qui. Prima per l’occupazione tedesca, con abusi, saccheggi, ponti ed edifici minati. Poi il fuoco delle truppe alleate, da cui altre distruzioni e anche vittime. E infine, a fronte passato, pure gli alleati non solo aiutarono e regalarono ma anche, all’occorrenza, presero e stravolsero.

La Fornace in quest’epoca è ancora una società delle stesse tre famiglie che la fondarono (Pierfederici-Maughelli-Allegrezza), con le sole differenze che le persone coinvolte sono della generazione successiva rispetto ai “poveri” (nel senso di “ormai defunti”) fondatori e che mancano gli eredi di uno dei due fratelli Allegrezza, Nicola, per effetto della cessione di quote avvenuta nel 1930. Tarquinio Pierfederici è amministratore – carica che ricopre dal 1912, dopo la morte di suo padre Augusto.

I soci e la suddivisione delle quote sociali subito dopo la guerra.

I soci e la suddivisione delle quote sociali subito dopo la guerra.

Nello stabilimento i bombardamenti risparmiano per fortuna la ciminiera e i capannoni, ma i danni arrecati sono tutt’altro che trascurabili. Si tratta innanzitutto di materiale e mezzi requisiti/rubati sia dai militanti della Repubblica Sociale che dai tedeschi. Questi ultimi utilizzano anche esplosivi per danneggiare macchinari della fabbrica (un tornio, un trapano e una sega) e linee elettriche. E successivamente gli alleati si impadroniscono degli sportelli dell’essiccatoio e legname vario.

L'inventario completo dei danni arrecati alla Fornace durante la guerra.

L’inventario completo dei danni arrecati alla Fornace durante la guerra.

Ma non ci sono solo i danni diretti. Per mancanza di combustibili per il forno, accessori danneggiati, difficoltà di trasporto per le criticità nella viabilità e mancanza di mezzi, lo stabilimento si mantiene inoperoso per molto più di un’estate. Sono infatti praticamente 3 gli anni in cui la produzione rimane ferma o quasi: il 1944, il 1945 e il 1946. E nemmeno nel 1947 si può parlare di situazione completamente ripristinata: si utilizzano ancora attrezzature precariamente rimesse in sesto e combustibili non ottimali, che comportano inefficienze e aggravi nei costi. Per ripianare definitivamente la situazione, con tanto di riscossione di fondi destinati alla ricostruzione, ci vorranno ancora alcuni anni, tanto è vero che alcune delle carte relative presenti nell’archivio Pierfederici sono firmate dal sindaco Bruno Olivieri (primo cittadino di Mondavio dal 1955 in poi).

1946 -  di quell'anno. Molti di questi compaiono nella foto riportata a fine articolo.

1946 – Modulo dell’ “imposta sui redditi di ricchezza mobile” – Lista degli operai riferita all’anno precedente (1945). Molti di questi compaiono nella foto riportata a fine articolo. Non ci si meravigli se le retribuzioni sono molto diverse tra un operaio all’altro, e stranamente distribuite (grossi guadagni al meccanico e ai manovali, e molto meno ai fuochisti): in quel periodo di ricostruzione l’impianto lavorò pochissimo e il grosso dei lavori consistette nel ripristino di macchinari, accessori e strutture, più che nella produzione.

Negli anni ’50 c’è anche un importante cambiamento nella società e nella ragione sociale: dopo la morte dell’amministratore Tarquinio Pierfederici (avvenuta il 26/12/1952, cioè esattamente 60 anni fa), i suoi eredi e i suoi fratelli decidono di vendere le proprie quote agli altri soci. Nel 1953 dunque la ragione sociale muta da “Fabbrica Laterizi A. Pierfederici & C.” a “Fabbrica Laterizi Allegrezza – Maughelli”, con Aldo Allegrezza come amministratore*.

Una pagina di un libretto di lavoro di un operaio, dove si nota il cambiamento di ragione sociale e amministrazione.

Una pagina di un libretto di lavoro di un operaio, dove si nota il cambiamento di ragione sociale e amministrazione*.

Gli anni ’50 si ricordano inoltre per due importanti e gravi esondazioni del Rio Pulcino, affluente del Cesano, che curva attorno allo stabilimento e che da piccolo e grazioso, può diventare grosso e spaventoso nei periodi di “pianara” (= piena): quella del 1953 e quella del 1955. Quest’ultima, particolarmente violenta, inondò tutta l’area causando grossi danni e costringendo a interrompere la produzione con tanto di spegnimento del forno e molti giorni di lavoro per ripristinare la situazione.

Ed è proprio nel 1955 che fu scattata una storica foto degli operai della Fornace, insieme al Vescovo di Fano, presente non si sa se più per la re-inaugurazione della fabbrica post-inondazione o per la ricorrenza del cinquantesimo della fondazione.

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Non è un’immagine inedita. E’ invece inedita una bella didascalia con tutti i nomi dei personaggi! Grazie all’aiuto di parecchi collaboratori estenuantemente intervistati, si è riuscito ad identificare quasi tutti i volti. Sarà simpatico scorrere il mouse tra un individuo e l’altro, trovandoci rappresentanti di quasi tutte le famiglie del paese, compreso qualche personaggio caratteristico! Il vostro aiuto per l’identificazione delle persone mancanti o per correggere errori è fortemente gradito!

E’ possibile vedere l’immagine con tutte le etichette e didascalie cliccando QUI!!!

Altre foto scattate nella stessa occasione sono invece visibili QUI.

Anche un vostro familiare lavorava in Fornace? Che mansioni aveva? C’è qualche ricordo o anneddoto particolare? COMMENTATE!!

Buone Feste e Buon Anno! Ci vediamo nel 2013 con il prossimo articolo!

 Piero

 

Fonti:
La foto non è inedita in quanto già pubblicata nella rivista “L’eco” nel numero 1, anno 6, del gennaio 2008. L’altra foto di gruppo molto simile scattata lo stesso giorno invece è stata pubblicata nel 1992 su “San Michele al Fiume immagini e vita”, a pag. 106, e nel 2006 in “Tetti… e dintorni”, a pag. 4 (si veda la bibliografia).
Per comporre il breve racconto degli eventi e danni di guerra e dei danni arrecati dalle piene del Rio Pulcino, si è attinto sia da questi due libri – e in particolare dal Diario di Oddo Pierfederici, pubblicato su “San Michele al Fiume immagini e vita” a pag. 167 e seguenti, e dal paragrafo intitolato “Il terribile Rio Pulcino”, che si trova a pag. 8 di “Tetti… e dintorni” – che direttamente dall’Archivio Pierfederici, da cui provengono i documenti di cui è stata riportata la scansione.
Per il riconoscimento dei volti che compaiono nella foto si ringraziano in modo particolare: Luigi Livi, Angela e Aldo Ambrosini, Adele Dominici, Patrizia e Attilio Cardinali, Armando Ambrosini, Paola Pettinelli, Marco Dominici, Beatrice Maughelli, Alceo Barbadoro, Paolo Luzi.

* nota: Nelle fonti pubblicate citate, e in particolare su “Tetti… e dintorni”, è presente un’inesattezza: si dice che la ragione sociale mutò in “Allegrezza – Maughelli” nel 1919. Così non è: il “padrone” e amministratore Tarquinio Pierfederici è ben presente nelle memorie degli operai dell’epoca e, come si evince dai documenti e dalla presenza stessa di questi nell’Archivio Pierfederici, o più semplicemente nei libretti di lavoro, dalla ragione sociale e dalla società il cognome Pierfederici sparì nel 1953 (cioè 34 anni dopo!).

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