La Cirenaica è una regione della Libia, e fin qui non ci piove. Ma poi c’è un’altra Cirenaica, ed è un “quartiere” di San Michele al Fiume. Un incredibile caso di omonimia? Oppure no? Indaghiamo… e approfittiamo anche per ricordare poeticamente un po’ di gente che nella “Cirenaica nostra” ci è nata e ci ha vissuto.
Uscendo da San Michele verso ovest, in direzione Pergola, si incontra dopo poco una borgata di alcune case. A voler essere precisi si potrebbe dividere in tre parti: le case lungo la strada; le case del borghetto sulla sinistra; e quelle di un altro agglomerato che si raggiunge imboccando una strada che sale sulla destra. Questa è la Cirenaica, che fino a qualche anno fa era caratterizzata dall’osteria di Italo, mentre ora è ben nota a tutti perché c’è la grande ferramenta di Rosini.

Anni ’80 – L’osteria di Italo Antognoli. La parte più antica del caseggiato – sulla sinistra – è la prima casa costruita lungo la strada in Cirenaica (attorno al 1885 da Giovanni Agostinelli).
Ma prima? Cosa c’era? E soprattutto perché questo nome così africaneggiante?
Guardando le mappe catastali dell’800, si intuisce che all’epoca l’unico elemento interessante in quella zona era il “vallato”, cioè il canale che serviva per alimentare i tre molini ad acqua che si trovavano tra San Michele e l’odierno San Filippo, e che lì scorreva vicinissimo alla strada. Il vallato nasceva proprio lì, o meglio poco più in su, derivando l’acqua dal Rio Maggio. Della borgata ancora nessuna traccia; solo case sparse di contadini.
Attorno al 1885 venne costruita la prima casa lungo la strada: l’abitazione della famiglia di Giovanni Agostinelli, un mugnaio e meccanico di molini originario del comune di Arcevia e stabilitosi qui proprio per questo mestiere. In quella posizione strategica poteva occuparsi della gestione delle saracinesche del vallato (in più il terreno su cui costruire era di proprietà della famiglia di sua moglie… che fa sempre comodo!). La famiglia Agostinelli, con i quattro figli rinomati meccanici, continuò a dimorare lì fino a metà anni ’20, mentre nel frattempo la borgata si stava formando.

1925 – Un gruppo di piccoli Agostinelli davanti alla loro abitazione e officina meccanica, in Cirenaica.
Nelle mappe catastali la zona viene chiamata prima “Spettarina”, poi “Catozzo” (dal nome di un affluente del Rio Maggio che scorreva poco più in là, a quanto sembra)…
E introduciamo ora un altro personaggio: Isidoro Luzi, di famiglia mondaviese, era nato nel 1900 e assolse l’obbligo di leva, subito dopo la prima guerra mondiale, in Libia, nella regione della Cirenaica. Dal 1912 era infatti una colonia italiana e dunque anche in tempo di pace… ci saranno stati soldati italiani che venivano inviati là! Al suo ritorno a casa, quando si sposò, andò ad abitare per un breve periodo giù a valle, nella frazione di San Michele e più precisamente fuori dal paesino, in direzione Pergola: questa zona di poche abitazioni lungo la strada e nulla più. Pare che commentò: «Ma qui non c’è niente! Sembra la Cirenaica!». La frase magari non sarà stata proprio questa, e di certo venne pronunciata in dialetto, ma evidentemente ebbe un certo successo perché, nel corso degli anni, “Cirenaica” è diventato il nome ufficiale della borgata!
Per ricordare le principali famiglie che hanno abitato in Cirenaica c’è un modo migliore della meravigliosa poesia composta da Marco Dominici e dedicata ad Alceo Rosini? No, decisamente no!
Si riporta allora qui sotto la poesia integrale, che si è cercato di arricchire con qualche fotografia e di rendere “interattiva”: scorrendo con il mouse sopra i nomi dei personaggi principali citati usciranno un po’ di informazioni aggiuntive!
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LA CIRENAICA NEGLI ANNI ‘ 50
Ave bella terra natal , arcaica ,
un lontan dì un tal Sidori volle
con fantasia nomarti Cirenaica .
Tu solatia ai piedi del bel colle
dove un agricoltor Micetto
ed il Natale detto Bartucino
con gioia avevano al cospetto
l ‘aspetto tuo mirabile , divino .
altero copiava dalla terra
Africana di Libia che gli orrori
avea visto sovente della guerra .
Cirenaica cara vedo l ‘ osteria
con il suo rosso prelibato vino
dato da Nello , dalla sua Maria
con il sapore dolce , genuino .
Nel romito caseggiato antico
vicino allo splendido ruscello
viveva con la mamma Rico :
era del casato lui di Rusinello .
Davanti era allora la Marietta ,
lei donna appariva così forte ,
andava mai stanca sempr ‘ in fretta ;
Ermanno si chiamava il suo consorte .
Era con loro la figliola Gina ,
Alceo , Sandro erano i fratelli ,
li accudiva tenace lei bambina ;
appartenevan tutti ai Rusinelli .
E tenace nel suo suo dur lavoro ,
nella sua vita tutti i giorni parca ,
senza giammai perdere il decoro
c’ era poi allor Tiglio de Svarca .
In compagnia della consorte Tresa ,
con sé tutta la fiorente prole
lavorava sovente lui d ‘ intesa
con il tempo cattivo , con il sole .
Erano forti tutti tre i fratelli
nati da Tresa , nati lor da Tiglio :
Toni , Corrado ragazzoni belli ,
Fanghino poi veniva il minor figlio .
Vivace appariva e piccolino
Bruno de Svarca con la moglie Tina ,
con i figlioli Ilario poi Luigino
e la Viulina c ‘ era , la vicina .
Col babbo paziente buon Tommaso
Piera vivea per volontà zitella ,
volea perchè indiscuss ‘ il caso
che fosse signorina molto bella .
Vedo nel cuor la polverosa via
che portava nello spiazzo stretto
dove vivea la bella compagnia ,
la gente sorridente del borghetto .

Anni ’30 – Un gruppo di abitanti con alle spalle il borghetto della Cirenaica. Si trovano sulla strada che sale e porta a un altro caratteristico nucleo di case.
Il fratello quì di Tiglio , Bruno ,
Mario era con la moglie Nita ;
di figlioli lor n ‘avevan uno :
Claudio piccino portator di vita .
Offuscava la gioia nel borghetto
di Menco di Toms la consorte
costretta lei inferma a star a letto ;
nella Fede vivea la mala sorte .
Ad aiutarla c ‘ era la figliola
con dedizion lodevole Luisa ,
nel quotidian dover non era sola ,
con lei c ‘ era l ‘ amabile Marisa :
sorella di Luisa era minore .
Non era nel borghetto poca cosa
Tito il Venturino bel signore
con l ‘ Iride amata , dolce sposa .
Rallegrava la splendida borgata
or di Tito magnifica sorella ,
Maria Longa da tutti era nomata ,
anch ‘ in quel tempo lei era zitella .
Cucivano con l ‘ Iride pudiche
le fanciulle ridenti cui lo svago
sostituiva raramente le fatiche ,
chine sul filo con in mano l ‘ago .
E nel borghetto c ‘era poi Marino
del casato lui di Pulcinella ,
non rifiutava mai il bicchier di vino ;
simpatica la moglie , la sua Lella .
Avevano loro due figliole :
Antogna la grande , la Rchetta ,
ridente la prima come il sole ,
bizzarra la seconda giovinetta .
Viveva poco fuori dal borghetto
la gaia Silvia con la figlia Clara ,
nel ballo cercava il suo diletto ,
amica era di tutti molto cara .
Marito di Clara era il buon Nando ,
lo sfornator facea nella fornace ,
col figlio Peppe si vedea giocando
tornato dal lavor nella sua pace .
E la Maria abitava lì vicino
con il marito nominato Zoli ,
venia dalla Volpara il buon Gustino ,
senza figlioli lor vivevan soli .
Vicino a quel simpatico Gustino
vivevo con il babbo , con la mamma ,
col fratel Sebastiano io bambino
allegramente poi veniva il dramma .
Fatidico , crudele , vil destino :
veniva la morte a portar via
dalla famiglia il babbo Valentino
ed in quel dì finiva l ‘allegria .
Con gran amor faceva compagnia ,
con tutta la pazienza , la sua calma
a noi la cara memorabil zia :
di Bachiocca era lei la Palma .
Finiva il fantastico sollazzo
con la gente rumorosa , fiera
ch ‘ abitava il mitico palazzo ;
di Galinella c ‘ era qui la Piera .
Angela , Rolando i suoi figlioli ,
Guerrino , lo sposo , Ciaurletto .
Nel palazzone lor non eran soli
veniva Orlando poi di Vitaletto .
Con lui c ‘ era la figlia , la Viviana ,
c ‘ era la Lidia , la consorte cara
però la vita lor non era piana :
tra loro c ‘ era più d ‘ una cagnara .
Nella famiglia c ‘ era giovinetto
con la sua vita semplice , gioiosa ,
con la bontà Peppin di Vitaletto
sopra di loro c ‘era poi la Rosa ,
di Peppe Signoraccio era la sposa
lavorator pur lui nella fornace ,
affabil donna lei era scherzosa
e tanto spesso pur tanto loquace .
Il loro figlio si chiamava Nino
era bello , eccentrico , brioso ,
io ricordo così quel ragazzino ,
molte volte però era nervoso .

Anni ’30 – I fratelli Maria e Severino Brunetti, famiglia meglio nota come “Iac’met”, non citata in questa poesia perché abitavano nella parte più periferica della Cirenaica, verso Pergola.
Al piano terra c ‘era Secchiaroli
Adolfo con la moglie Giuseppina ,
la Mara , Mario loro car figlioli ;
la Mariù viveva sola , poverina ,
sola con tutto il suo buon cuore
nella più cruda , buia povertà ,
non conosceva l’ odio , sol l ‘ amore ,
viveva nella sua felicità .
Quanto amore , dolor susciti in me
Cirenaica cara , quanta nostalgia ,
quanta fortuna io vorrei per te
mentre che il tempo rapido va via !
Viva sarà in te la soavità ,
nel mio cuore tu sarai immortale ,
romantica , leggiadra nell ‘ amenità .
Ciao bella Terra , Terra mia natale .
Marco Dominici
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Qualcuno di voi – gentili utenti di sanmichelealfiume.it – conserva altre foto scattate in Cirenaica o ritraenti famiglie storiche di questa zona? CONTATTATECI!
vorrei mettere al attenzione degli amici, nella Cirenaica c’è una rarità che PURTROPPO non è più considerata ” la casa di terra” guardando quel manfatto ci si rende conto del livello di perfezione che avevano raggiunto i Mezzadri delle Marche, con la terra,paglia, travi in legno,canne e venco riuscivano a costruire una casa dignitosa, i Mazzadri da sempre con Niente riuscivano a fare tutto,tutto era curaurato e coltivato, tale appariva anche ai viaggatori del cinquecento che attraversavano le Marche dicevano che era il giardino d’Europa.
Le case di terra ce n’ è un altre della stessa forma e metodo di fattura, oltre il fiume Cesano a S.Isidoro di Corinaldo, un altra a Fratterosa( ha solo un lato in terra)
non so se nel comune di Mondavio ce ne siano altre.
credo che queste case andrebbero valorizzate.
Confermo l’esistenza delle case di terra in Cirenaica.
La piu’ facile da vedere e’ la casa di Pulcinella , nel lato verso il fiume .
Anche nella nostra casa una parte di un muro portante e’ in terra.
Saluti e complimenti per questo bellissimo omaggio alla Cirenaica .
Ilario Priori
Grazie Marco per la straordinaria bellezza della tua poesia e grazie per le bellissime foto riportate in questo video, io in particolare mi rivedo in braccio a mio padre nella foto di famiglia di Natale, foto scattata nella casa colonica di mia nonna Ginevra detta casa Galinella !
Per me che in cirenaica ci sono nato e vissuto , leggere la tua poesia, è una grande e bella emozione, rivivo quegli anni e rivedo molte delle persone citate che hanno caratterizzato la vita della nostra amata cirenaica!
grazie di nuovo, ciao .
Gerardo Gaudini