Un ricordo di don Piero

In occasione del trentennale dalla morte di Sergio Leone, riceviamo e pubblichiamo questo articolo scritto dal compaesano Giuseppe Pierangeli.
Rivedere di recente un film del celebre regista, ha fatto tornare alla sua mente le esperienze vissute in parrocchia a San Michele in gioventù, all’epoca in cui don Piergiorgio Barbaresi era viceparroco (seconda metà degli anni ’60).

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La sera di Pasqua RAI-MOVIE ha programmato “Il Colosso di Rodi”, con Rory Calhoun (Dario) e Lea Massari (Diala), il primo film diretto da Sergio Leone. Questo mese di Aprile, il giorno 30, ricorre l’anniversario del trentennale della morte del mitico regista e la RAI sta da tempo riproponendo tutte le sue opere.

Rivedere il film mi ha fatto fare un salto nel tempo e ricordare la figura di don Piergiorgio Barbaresi.

primi anni '60 - don Piergiorgio insieme al parroco di San Michele don Domenico Marini e a Rinaldo Spinaci durante un viaggio a Novara

primi anni ’60 – don Piergiorgio insieme al parroco di San Michele don Domenico Marini e a Rinaldo Spinaci durante un viaggio a Novara

“Don Piero”, sammichelese purosangue come orgogliosamente teneva a ricordare (ha sempre mantenuto in paese la sua residenza), fra le tante iniziative intraprese, con un apparecchio a passo ridotto, per qualche tempo proiettò i films nella stanza, allora in uso alla parrocchia oggi proprietà Mancini, dove c’erano un televisore, un tavolo da ping-pong e un biliardino, usata spesso per adunanze e conferenze di vario genere. Sullo stesso piano dell’edificio c’era anche l’ambulatorio del dott. Guido Ottalevi e proprio nell’anticamera attigua don Piero aveva posizionato il proiettore da 16 millimetri. Attraverso la porta d’accesso alla saletta faceva arrivare le immagini sulla parete opposta. Uno dei films, all’epoca considerato un Kolossal, fu proprio “Il Colosso di Rodi”. Ricordo bene che parte delle immagini si fermava sulla spalletta della porta ma niente impedì a don Piero di proseguire nei suoi programmi.

seconda metà degli anni '60 - vista di San Michele dal terrazzo di casa Dominici (sopra il bar) l'ultimo edificio a ridosso del piazzale della chiesa era all'epoca sede dell'ufficio postale e, al piano di sopra, dell'ambulatorio medico e di una sala ad uso della parrocchia

seconda metà degli anni ’60 – vista di San Michele dal terrazzo di casa Dominici (sopra il bar). L’ultimo edificio a ridosso del piazzale della chiesa era all’epoca sede dell’ufficio postale e, al piano di sopra, dell’ambulatorio medico e di una sala ad uso della parrocchia.

Nel successivo periodo estivo, infatti, spostò la proiezione dei films all’Arena Erba. Era lo scoperto adiacente il muro del Cinema Cesano, nei pressi della canonica, dove, sul terreno di terra battuta, venivano disputati i tornei estivi di pallavolo. Con una mano di biancone fu tinteggiata la parte del muro su cui venivano proiettate le pellicole. In quel periodo, io e il mio amico Giovanni Gasperini, eravamo incaricati di arrivare prima della proiezione a sistemare le sedie “a libretto” nell’Arena Erba e, il mattino dopo, a raccoglierle, ripiegarle e addossarle al muro. Questo in cambio dell’accesso gratuito alla visione dei films.

Il vulcanico don Piero aveva in precedenza realizzato con grande successo “la Commedia”, rappresentazione dell’opera, in vernacolo anconetano, di Palermo Giangiacomi “L’imbriago”, meglio conosciuta come “Lo Zebibo” di cui si favoleggia ancora. Altra iniziativa di successo fu una gara canora cui parteciparono fra gli altri Leonardo Mancini, Artemio Tinti, Carla Bacchiocchi e Florisa Barbadoro.

 1966 - don Piergiorgio al Cinema Cesano, insieme al cast di uno spettacolo teatrale da lui organizzato

1966 – don Piergiorgio al Cinema Cesano, insieme al cast di uno spettacolo teatrale da lui organizzato

Don Piero divenne in seguito Cappellano Militare. Nel 1973 io ero militare a Codroipo (UD) lui in stanza a Sacile, in provincia di Pordenone. In seguito fu a Civitavecchia nell’organico del I° Battaglione Bersaglieri “La Marmora”.

 1982 - don Piergiorgio in Libano, durante la celebrazione di una messa per il contingente italiano di pace

1982 – don Piergiorgio in Libano, durante la celebrazione di una messa per il contingente italiano di pace

Nel 1982, lasciati con un po’ di rammarico i reparti in Italia, fu al seguito del Generale Angioni, unico cappellano militare del Contingente Italiano di Pace (2000 soldati) a Beirut, in Libano. In quella missione di pace si trovò al fianco il sammichelese Claudio Ricci e Filippo Montesi, da San Costanzo, che la sera del 15 marzo 1983, mentre con altri 5 commilitoni si trovava in pattuglia, lungo via dell’Aeroporto, colpito da un’arma da fuoco, perse tragicamente la vita.

Giuseppe Pierangeli

25/04/2019

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Fonti:
si ringraziano, per le foto riportate nell’articolo, l’archivio parrocchiale, Adele Dominici e Virginio Ercolani
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