L’Aguzza

“Questa mia patria con tutto il vicariato suo – scriveva il 3 maggio 1629 nel suo celebre “Discorso”, il mondaviese Francesco Seta[1] – piglia principio dalle rovine di Suasa città regale dei Sennoni, che ancora giacciono nel piano del Cesano […]”

Palustro Infecondo (pseudonimo del mondaviese Giovanni Antonini), dando nel 1684 alle stampe il lavoro del Seta, vi integrò delle preziosissime note di suo pugno riguardanti l’origine di Mondavio: “Benché non fuori di proposito da altre confuse tradizioni alcuni poco diversamente raccolgono che l’antico Mondavio fosse prima un edificio o casale del territorio di Suasa ridotto poi in castello dopo la distruzione di tale città (409 d.C.), ma situato più vicino al Cesano in un podere hoggi degli Antonini detto l’Aguzza, ove si scoprono fondamenti di case e di muraglie ch’indicano le reliquie d’antico Castello”.

“Ed anche non molto addietro – aggiungerà G. Stortoni nel 1889[2] – un cadavere avente un “nummo” in bocca segno non equivoco di epoca pagana.”

2018 - San Michele visto dal satellite

2018 – San Michele visto dal satellite (©Google)

Per anni si è favoleggiato sull’ubicazione della sunnominata località. L’identificazione della collina denominata “Aguzza” o “Spettarina”, cui siamo pervenuti in seguito ad un esame effettuato alla pianta planimetrica del territorio di Mondavio (Catasto Pontificio), giacente all’Archivio di Stato di Pesaro, ed al relativo “Catastino” stabilisce definitivamente l’ubicazione del sito, appartenuto agli Antonini fino all’epoca dei rilievi pontifici e, oggi, di proprietà del sig. Paci Piergiorgio.

San Michele nell'800, dal Catasto Pontificio

San Michele nell’800 – copia della mappa del Catasto Pontificio (l’Aguzza è indicata dalla freccia)

Nel versante del colle declinante al Cesano si raccolgono frammenti di vasellame, tegoloni, mattoni ed altri resti di quello che fu un tempo “il Castello dell’Aguzza”.

Con l’arrivo in Italia delle truppe napoleoniche (1796-1797) e la nascita del Regno d’Italia (1800-1808) le corporazioni religiose vengono soppresse; le proprietà della chiesa vengono confiscate, indemaniate e battute alle pubbliche aste.

Nella vallata cesanense molte proprietà rustiche e urbane entrano a far parte dell’ “Appannaggio” del Principe Augusto Massimiliano duca di Leuchtenberg, nipote del Viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais.

In una cartina ottocentesca in nostro possesso, “partendo dalla Contrada del Borghetto (Casa Ducale Lotemberg) fino alla deviazione della strada detta del Casino[3]”, troviamo un edificio a pianta rettangolare, costruito a ridosso della strada.

Mappa ottocentesca di San Michele

Mappa ottocentesca di San Michele relativa a uno studio di varianti nella viabilità. L’Aguzza è indicata dalla freccia e si trova lungo la “strada del casino”.

In seguito venne demolito e, nello stesso luogo, più arretrato, venne edificato il villino a pianta quadrata, esistente ancora oggi.

Questa avvenuta trasformazione risulta dall’Allegato I, Rettangoli VI-X del 1884, al mappale di Mondavio, giacente all’Archivio di Stato di Pesaro (Catasto Pontificio).

La palazzina sarebbe stata la residenza di Molaroni S. che ricopriva un incarico governativo nella Senigallia dello Stato Pontificio[4].

Ricostruzione grafica della nuova casa edificata nel 1884

Ricostruzione grafica della nuova casa edificata nel 1884, che poi negli anni ’50 del ‘900 verrà riammodernata.

Fu in seguito abitata dalla signora Rossi Anna di Mercatello e, nel 1950, venne acquistata dal sig. Giovanni Paci di Sant’Andrea di Suasa.

La villa venne sottoposta ad un completo “restyling” fino a giungere, intonacata esternamente e ristrutturata internamente, ai giorni nostri.

Piergiorgio Paci che attualmente vi dimora ha, da qualche anno, insieme alla sua famiglia, inaugurato nella vicina dependance “La Limonaia”, un elegantissimo agriturismo.

 

Giuseppe Pierangeli

22/10/2019

 

[1] Della nobiltà e gentilezza – F. Seta – indirizzato al sig. Bali Andrea Cioli, primo segretario del serenissimo Granduca di Toscana il 3 maggio 1629, dato alle stampe da Giovanni Antonini (Palustro Infecondo) presso la tipografia Piccini di Macerata nel 1684
[2] Mondavio, notizie storiche e descrittive – G. Stortoni – 1889 (in “Pillole di Storia” di C. De Santi)
[3] Casino di villeggiatura della famiglia Giorgi-Pierfranceschi
[4] Ville e residenze di campagna nella media e bassa Valle del Metauro – P. Persi, N. Finauri – 1991 – pagg. 132, 133, 134
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