Tutto si trasforma

Tutto si trasforma… ma i toponimi spesso si mantengono e trasmettono invariati nel corso dei secoli. In questo articolo un interessante confronto tra documenti del ‘400 e dell’800 (questi ultimi già citati e introdotti nell’articolo dedicato al “Castellaro”).

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Nei “Decreti e Capitoli” di Giovanni Della Rovere e Giovanna prefettessa sua consorte (1476-1506) viene stabilito:

“Che nessuno possa tener Capre a pascer dal Rivo de S. Pietro dal Rivo de Barthe da Taxenara, andando da Monte Cereto per la Valle de Lalbano, a la Casa de li h(e)r(e)di de Andrea de Moce, e da la Casa de Gentile del Mostarda verso la Fornace de Misor Ioanbaptista de Ser Francesco, cioè verso Mondavio, et anche de fora dove fossero olive sotto pena de dieci soldi per Capra”.

1502 - dai capitoli della prefettessa Giovanna

1502 – dai “Capitoli concessi da Giovanna Della Rovere alla comunità di Mondavio” (copia trascritta nel 1767 – archivio storico del Comune di Mondavio, volume n. 181 – foto di Diego Zoia)

Questo documento evidenzia vocaboli riguardanti il nostro territorio che ritroviamo nei Bandi d’Asta Pubblica del 1809 e del 1845 e nel Catastino delle Proprietà del Catasto Pontificio giacente all’Archivio di Stato di Pesaro:

  • Rivo de San Pietro è il Rio di San Pietro in Bulgaria (oggi Valdiveltrica) rintracciabile all’Archivio di Stato di Pesaro al mappale “Val di Vetrica”, Sezione II della Comune di Mondavio: Rio di San Pietro.
  • Rivo de Barthe; il Rio di Barchi: Rio Maggio.
  • Taxenara; località Tassinara (A.S.P.). Nel 1809 era colono Antonio M. Evangelisti; scendendo dalla “Contrada del Borghetto” in direzione di San Michele al Fiume, comprende attualmente le proprietà Frattini, Paci, Giulietti e Barbadoro.
  • Monte Cereto; è la “Contrada del Borghetto”. Nel 1809 era denominata Monte Carotto: colono Gio. Batt. Cardinali il quale, nel 1845, riacquista lo stesso podere (Giambattista Cardinali, Monte Cerreto).
  • Valle de Lalbano; il vocabolo è elencato fra i beni del Monastero di San Rocco di Mondavio nel bando del 1809: Vallo d’Albano, colono Francesco Baciocchi e Valle Albicino, nel 1845, acquistato dal colono Francesco Cora.
1809 - avviso di asta pubblica

1809, epoca napoleonica – avviso di asta pubblica dalla Direzione del Demanio del Dipartimento del Metauro

Nel documento roveresco si fa menzione anche della “Fornace de Misor Ioanbaptista de Ser Francesco, verso Mondavio”. Raffrontando i Bandi del 1809 e del 1845, riguardanti i beni dell’Appannaggio del Comune di Mondavio, abbiamo rilevato che gli stessi poderi, presenti con vocaboli più o meno simili in entrambi i documenti, vengono, in alcuni casi, recuperati dagli stessi proprietari cui erano stati tolti in epoca napoleonica.

1845 - elenco dei beni dell'Appannaggio riscattati dalla Santa Sede

1845 – elenco dei beni dell’Appannaggio riscattati dalla Santa Sede

Proprietà del Monastero di San Rocco nel 1809:

  • Vocabolo San Giovanni; colono attuale Giuseppe Del Bello che riacquista nel 1845 lo stesso podere.
  • Vocabolo Cipano; colono attuale Lelio Evangelista. Monte Ceppano, rintracciabile al Catasto Pontificio e in altri mappali, riacquistato nel 1845 da Lello Evangelisti.
  • Vocabolo Costa; colono attuale Angelo Borcini, Angelo Boroni, nel 1845.
  • Vocabolo Valle; colono attuale Camillo Rachini, il quale, nel 1845, riacquista il podere Valli.
  • Vocabolo Grecine; colono attuale Francesco Roscetti. Crocina nel 1845, riacquistato da Francesco Roccetti.
  • Fonte Boccale; colono attuale Gio. Batt. Piermattei. Fonte Boccale nel 1845 verrà frazionato in due proprietà e acquistato da Gianbattista Piermattei e da Angelo Rocconi.
  • Vocabolo Piano del Molino; colono attuale Domenico Bruni. Pian Molino acquistato da Domenico Brerè nel 1845.
  • Vocabolo Canella; colono attuale Angelo Gasparini. La Sella, riacquistato nel 1845 dallo stesso colono.
1906 - La fonte Cannella

1906 – La fonte Cannella, che dà il nome alla contrada, immortalata in una indimenticabile foto di Luigi Peroni, primo fotografo di Mondavio

I beni del Convento de Conventuali di Mondavio erano nel 1809:

  • Vocabolo San Giovanni; colono attuale Cristoforo del Bello.
  • Vocabolo Fonte Uccelline; attuale colono Gio. Paolo Barbadoro. Nel 1845, Fonte Velina, riacquistato da Paolo Barbadoro.
  • Vocabolo Campo dell’Orto; colono attuale Paolo Vegliò. Portone nel 1845, riacquistato da Pietro Paolo Vegliò.
  • Vocabolo la Fantina; colono attuale Giuseppe Salvalaj.

Il Monastero di San Carlo di Orciano, nel 1809, aveva in territorio mondaviese questi possedimenti:

  • Vocabolo La Piana; colono attuale Giacomo Meleti, riacquistato, nel 1845, da Girolamo Meletti.
  • Vocabolo Soletta; colono attuale Antonio Gaggia, lo stesso podere verrà nel 1845 acquistato da Francesco Baldelli.
  • Vocabolo L’Ortale; attuale colono Niccola Barbadora, riacquistato dallo stesso nel 1845.
  • Vocabolo Colonna; attuale colono Niccola Sartini, riacquistato dallo stesso nel 1845.

Il vocabolo S. Maria in Croce, colono attuale Giacomo Brunetti, in territorio orcianese, apparteneva nel 1809 al Monastero di San Rocco di Mondavio.

G. Pierangeli

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Una risposta a Tutto si trasforma

  1. Diego Zoia scrive:

    Complimenti per l’approfondimento e la bellissima foto. Era già stata pubblicata dal De Santi, ma ora è finalmente “leggibile”.
    Se aveste bisogno di un aiuto, sono a disposizione per cercare di ricostruire i toponimi di Mondavio a partire dagli estimi del 1348, che sono di fondamentale interesse.
    Vivi complimenti
    Diego Zoia

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